Ninna nanna d’oro

E l’augellin del tetto e l’augellin del tetto dice con suo becchetto: “Ti do cinqu bacin, cinque bacin: uno pel tuo nasetto, quattro pel tuo bocchin”. “E noi”, dicono gli occhietti, “e noi”, dicon gli occhietti, “ci lasci poveretti, noi due senza un bacin, senza un bacin: noi due non ci rispetti nemmeno un pocolin”. “voi due non è più l’ora, voi due non è più l’ora d’esser aperti ancora….

Matto schiatto distratto

Matto, schiatto, distratto il mio figliolo quando vuole spogliarsi tutto solo, va a letto con le calze, e per di più con una scarpa giù e un’altra su! [Mamma Serena]

La mia stella

Gli altri bimbi solo essi erano bimbi: io no. Io ero un bimbo che guardava vivere gli altri, capitato a caso tra gli altri sulla terra: certo un bimbo caduta da una stella, ecco. E la notte scivolavo dal letto per cercarla di là dai vetri, al buoi, la mia stella. [Francesco Pastonchi)

Il sonno

E il Sonno che prendeva diletto a quello sguardo luminoso con gli occhi aperti addormentò il fanciullo [Licimnio – trad. S. Quasimodo]

L’omino del sonno

C’è un omino piccino piccino che va in giro soltanto di sera, e cammina pian pianino con in mano una lapada nera. È l’omino inventor del dormire, che nel lungo serale cammino, senza farsi vedere ne sentire, porta il sonno per ogni bambino [Jolanda Colombini Monti]

Il pettirosso

Eccolo lì, povero pettirosso, con la neve per lui c’è carestia… E chi mai sa quanta malinconia si sente addosso! Né bacche, né granelli, oh poverino! E le belle giornate son lontane… Li vuoi questi minuzzoli di pane, pettirossino? [Camilla Del Soldato]

Pioverà, non pioverà?

Farà brutto? Farà bello? Dovrò uscire con l’ombrello? Ma se uscissi con l’ombrello, io so già, farebbe bello. Eppoi questo non è tutto. Senza ombrello, ci scommetto, muterebbe il tempo in brutto. Sole, pioggia, ma perché vi burlate ognor di me? [Jolanda Colombini Monti]

Giorni e mesi

Trenta dì conta novembre con april, giugno e settembre. Di ventotto ce n’è uno tutti gli altri ne han trentuno. [popolare]

Il giro delle stagioni

Torna alla botte il vino color rubino. Torna cheta neve cappotto greve. Torna, din don, Natale, poi Carnevale. Torna la mite brezza e ti accarezza. Torna la fogliolina lustra e verdina. Torna la luccioletta ma quanta fretta! Torna nei campi l’oro, falce e lavoro! Torna alla botte il vino color rubino. [Giuseppe Fanciulli]

La credenza di Fiorenza

Questa è una storia da imparare a memoria e chi non la impara peggio per lui perché a memoria non la saprà mai. C’era una signora chiamata Fiorenza né giovane né vecchia che dentro una cuffia teneva la sua crocchia e dentro la credenza pane, formaggio e tutta la sapienza dei suoi cent’anni senza malanni. Squilla un giorno il campanello della casa di Fiorenza: è il ladrone Spiridione che le…