Frase di: Ludwig Feuerbach – n° 58

Forse che l’uomo abbandonato e respinto non trova nella fedeltà dell’animale, e in questa soltanto, un compenso per l’ingratitudine, la doppiezza e la perfidia del suo prossimo? L’animale non esercita forse sul cuore infranto dell’uomo una salutare influenza conciliatrice? Non c’è forse alla base del culto degli animali anche un senso buono e ragionevole? E non è possibile che ci sembri ridicolo solo perché noi siamo caduti in una idolatria di altro genere?
Non è l’animale che, nella favola, parla al cuore del fanciullo? E forse che una volta non fu un asino ad aprire gli occhi ad un ostinato profeta?



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *