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La vacanza comincia bene

Ci siamo, i bagagli sono pronti, ho sistemato tutte le cose in casa, le bollette le ho pagate, il vicino mi ha promesso che penserà alle mie piante, sono stata dai miei per salutarli…ok, mi sembra non manchi più nulla, sono pronta per partire verso la costa Adriatica! Finalmente, non ne potevo più di andare al lavoro con questo caldo e una vacanza rigeneratrice ci vuole proprio. Soprattutto dopo questo periodo di merda. Con Luca ci siamo lasciati circa due mesi fa e ora devo assolutamente evitare di pensarci… basta! Deve essere un’estate all’insegna del divertimento!

Passerò l’estate a casa di Marina, una mia carissima amica d’infanzia che, dopo aver saputo di me e Luca, si è subito proposta di ospitarmi a casa sua, nelle campagne marchigiane, poco distante dal mare. Carinissima Marina, sempre ben disposta e gentile.

Ok, mi sono messa in viaggio. Non mi piace viaggiare da sola ma in fondo sono solo un paio d’ ore di auto e devo ritrovare la mia indipendenza… e poi a 28 anni non devo pormi questi problemi.

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Dopo un’ora e mezza di superstrada assolata sono quasi arrivata alla meta, anche se completamente sudata. Guardando i cartelli pubblicitari lungo la strada, la mia attenzione viene catturata dalla pubblicità di un Sexy Shop, e improvvisamente un pensiero: “Cavolo i preservativi!”.
Ecco cosa mi sono dimenticata.
Si è vero, non ho più un fidanzato, ma proprio per questo devo riprendermi la mia vita e questa estate voglio divertirmi e i preservativi sono fondamentali!

Prima di arrivare a casa di Marina, mi fermo in un piccolo negozietto di periferia, uno di quelli che vendono un po’ di tutto. Guardo fra gli scaffali e alla fine vedo i preservativi. Ne prendo un pacchetto, anzi no, due pacchetti (ho intenzioni serie) e mi dirigo alla cassa. Il titolare è seduto e intento a guardare il suo smartphone. Quando mi avvicino gli mostro i preservativi e chiedo: – <<quant’è?>>.
Lui distoglie lo sguardo dal cellulare, si gira e con una sorta di stupore rimane a fissarmi. Io, accaldata con il sudore che mi cola lungo il decoltè, anche leggermente scocciata, ripeto: – <<Scusi, quant’è?>>.
L’uomo sembra riprendersi e mi dice:
– <<oh, si, scusi. È solo che ha una faccia conosciuta, ma forse l’avrò scambiata per qualcun’ altra>>. Mi sorride.
Alla fine pago ed esco dal locale. Con un dubbio, perché anche a me la sua faccia ricorda qualcuno, ma evidentemente  anche io mi sbaglio.

Mi rimetto in viaggio e dopo una ventina di minuti sono a casa della mia amica.
Che bel posto! È un antico casale rurale ristrutturato con un bellissimo giardino e piscina. Ed ecco Marina che mi viene incontro e mi vuole abbracciare:
– <<No, sono tutta sudata!>> – dico io – ma a lei non importa e mi abbraccia fortissimo. Mi fa accomodare e, dopo avermi mostrato la stanza, mi dice:
– <<Ora Sabrina fai con calma, riposati, rinfrescati…fai quel che vuoi, fai come se fossi a casa tua, con la differenza che non devi pensare alle pulizie perché ci penseranno i domestici. Io ti aspetto di sotto, in giardino, abbiamo tante cose da raccontarci>>.

Dopo un altro abbraccio, rimango da sola nella mia stanza.
Disfatti i bagagli mi preparo per una bella doccia, ma cavolo, l’acqua non scende.
Dalla finestra del bagno vedo Marina in giardino, allora mi affaccio e la chiamo:
– <<Marina, Marina>>
– <<Si Sabrina, che succede?>>
– <<Dalla doccia non scende acqua>>
– <<Oh no, caspita, deve essersi di nuovo guastato l’impianto. Senti, vai pure nella mia camera, quella accanto alla tua. Li dovrebbe funzionare>>.

Mi reco in accappatoio nella camera di Marina e rimango molto colpita dal fatto che nella camera ci sono quadri, statuine e soprammobili vari, tutti a carattere erotico. <<Però, un arredamento da camera niente male>> – penso ironicamente.  Poi entro nel bagno e mi fiondo nella doccia per togliermi tutta la stanchezza del viaggio.

L’acqua che mi massaggia e la mente che ritorna agli oggetti visti in camera scatenano in me una reazione fisica che si traduce in lenti passaggi di spugna sul mio corpo bagnato. Accarezzo delicatamente tutte le mie forme. Mi soffermo spesso nelle zone più intime, ma non molto perché devo fare ancora tante cose.
Una volta asciugata mi rimetto l’accappatoio e ripasso per la camera di Marina.

L’occhio mi cade su un oggetto appoggiato su un comodino. Non dovrei essere così curiosa ma mi avvicino e vedo che sii tratta di un “fallo di vetro”.
Hai capito Marina?! È sempre stata la più disinibita delle due.
Ma anche se io sono sempre stata curiosa e un po’ maliziosa e dopo il relax della doccia non resisto alla tentazione: voglio sentire che effetto fa averlo in mano. Mi siedo delicatamente sul letto per non guastarlo e prendo dal comodino quell’oggetto così intrigante. E’ un po’ pesante a dire il vero… però è davvero duro e liscio. Istintivamente mi ritrovo ad accarezzarlo. E’ un bel po’ che non sto con un uomo. Con Luca le cose non andavano bene e gli ultimi mesi, prima di lasciarci,  a malapena ci sfioravamo.
Sono quasi tentata dal provare un pochino quell’oggetto, così, giusto per farlo entrare e riuscire qualche volta, poi lo laverò e Marina non si accorgerà di niente. Lo faccio?
– <<Perché no?>> – E’ la voce di un uomo che mi fa saltare in piedi.
Mi giro e  vedo lui, l’uomo del negozio, colui che mi ha venduto i preservativi. Oh, cavolo che situazione!
Riesco solo a dire: <<No, no… stavo solo guardando così… >> Poi mi interrompo e proseguo: <<Ma lei è….>>
– <Si esatto, sono io. E tu sei l’amica di mia cugina. Ecco perché avevi una faccia conosciuta, ti ho già vista su Facebook>>.
Giusto! Ecco dove l’ avevo visto, sulle foto di Facebook di Marina. Ho sempre pensato fosse un bell’uomo ma onestamente me ne ero dimenticata.  Rispondo:
– <<Ah, giusto, tu sei il cugino….>>
– <<Diego, mi chiamo Diego>>
– <<Piacere Diego, io sono Sabrina>>.
Mentre facciamo conoscenza mi rendo conto che ho ancora quel coso in mano e dico imbarazzata:
– <<Questo penso sia di Marina… lo stavo solo guardando.>>
– <<Siamo persone adulte, non mi devi dare giustificazioni>>
Questa sua apertura mi spiazza, ma allo stesso tempo mi toglie dall’imbarazzo. <<Ah, si, certo… infatti lo guardavo così… mi ha incuriosita e…>>
– <<E volevi provarlo>>.
Sto per dire “no ma che dici?!”, ma mi ricordo che mi ha visto comprare da poco dei preservativi ed è inutile fare la santarellina, per cui confesso: <<Ok, diciamo che la cosa mi incuriosiva, ma non sono sicura che l’avrei fatto>>.
– << Fallo adesso>>
– << Cosa, scusa?>>
– <<Dico, fallo adesso. Provalo.  La cosa ti incuriosisce, sei in accappatoio, non vedo perché non provarlo>>
– <<Ahaha… che assurdità, con te davanti…>>
– << E cosa importa. Ti ho vista che lo accarezzavi e poco fa ti ho venduto dei preservativi… credo che il destino abbia voluto che tra me e te si creasse fin da subito una certa intimità. Inoltre Marina si è dovuta allontanare un attimo, per farmi un favore. Hai il tempo necessario per provarlo… ed io ti guarderò farlo>>.
Dicendo queste cose si è avvicinato, sempre più… è arrivato a un passo da me.
Poi prende la cintura del mio accappatoio, ci giocherella un pochino ed infine, con naturalezza, la scioglie. L’accappatoio si apre mostrando il mio corpo completamente nudo a quest’uomo appena conosciuto ma che, con la sua determinazione, mi attira . Poi si avvicina lentamente al mio orecchio destro e sussurra: – <<Provalo>> – e mentre dice questo, con una mano mi tocca il ventre. Ho capito che vuole sentire quanto sono vogliosa. E lo sono assai. La voglia che mi era salita nella doccia ancora non si è placata, anzi sta crescendo sempre più.
Eccolo, mi accarezza delicatamente i peli poi fa scivolare le dita verso il basso, fra le grandi e le piccole labbra, fino a sentire l’umido che ormai ha cosparso l’interno della mia vagina. Poi toglie la mano e mi dice:
– <<Direi che sei piuttosto pronta>> – dice dopo aver sentito l’abbondante liquido che ho prodotto in pochi minuti.
Rimango in silenzio ma con gli occhi pieni di piacere.
A questo punto mi prende per una mano e mi fa sdraiare sul un lato del letto. Lui si siede alla base dei miei piedi e sento che, delicatamente, mi divarica le gambe e comincia ad accarezzarmi un polpaccio. Si ferma su quella zona e, diversamente da quello che mi aspettavo (e che speravo), non sembra intenzionato ad andare oltre. Il messaggio è abbastanza chiaro: “siamo qui perché tu devi masturbarti con il fallo di vetro”. Bene, così sia.
Mi prendo qualche secondo prima di cominciare e lascio che il suo sguardo mi percorra tutta, soffermandosi spesso sul mio spacco aperto e bagnato. Ok, non resisto più, ho bisogno di essere penetrata e dovrò farlo da sola. Cominciamo.
Dopo averlo leccato un pochino il fallo di vetro, lo passo sui miei seni e sui capezzoli, che reagiscono immediatamente al freddo del vetro, diventando turgidi e lunghi. Madre Natura mi ha donato capezzoli molto evidenti.  Tutti gli uomini che li hanno visti e “assaggiati” sono sempre rimasti molto soddisfatti. Sono un mio punto forte, per cui anche adesso, mentre Diego mi guarda profondamente, faccio in maniera di farglieli notare, stuzzicandoli anche con le dita.
Poi proseguo passando il fallo finto sul ventre e sull’interno coscia. Alla fine lo posiziono sul clitoride. Il peso di quel glande di vetro fa la giusta pressione e lo sento davvero tanto. Lo lascio scivolare varie volte lungo lo spacco per goderne e lubrificarlo e, alla fine, non resisto più e lo spingo verso l’interno. Sono talmente eccitata che entra con estrema facilità. Diego si gode lo spettacolo e non interviene. È un uomo maturo, probabilmente con una certa esperienza, sa che a noi donne ci eccita molto essere guardate mentre godiamo.
Ma anche lui è molto eccitato, me ne sono accorta perché ogni tanto è costretto a sistemarsi il pacco. Evidentemente qualcosa sta crescendo, là dentro.
Allora mi sposto verso il centro del letto e gli chiedo di avvicinarsi. Lui si siede più vicino a me, all’altezza giusta da consentirmi di abbassargli la zip dei pantaloni e tirarglielo fuori.  Così, mentre con la mano sinistra mi penetro profondamente con il fallo di vetro, con la destra stringo il suo pisello per bene nel palmo della mano e comincio a masturbarlo. Più lo masturbo e più mi eccito. Più mi eccito e più mi penetro.
Il ritmo si fa talmente intenso che dopo pochi minuti scoppio in un orgasmo dirompente. La fica si contrae talmente con forza che il giocattolo tende ad uscire. Diego se ne accorge e lo spinge nuovamente dentro, dandomi ancora più piacere. Il godimento coglie anche lui e sento il suo pisello che si gonfia nella mia mano, sta per venire. Per non sporcare la camera di Marina, si alza di scatto e mi schizza sul petto e sul viso mentre ancora godo del mio orgasmo.
Siamo entrambi in uno stato di estremo godimento ma pian piano questa calda situazione tende a scemare e rimaniamo qualche minuto in silenzio.
Dopo esserci puliti Diego mi fa rialzare e mi chiede se l’esperienza con il fallo di vetro mi è piaciuta e se era così che me l’aspettavo. Faccio un sorriso e abbasso la testa annuendo.
Ammetto che la vacanza è cominciata davvero bene e non avrei potuto chiedere una migliore accoglienza, ma decido di mettere subito in chiaro le cose dicendo che questa estate mi voglio conoscere gente e divertirmi e quello che è successo non deve in alcun modo interferire con le mie intenzioni.
Diego sorride e mi dice:
– <<Certo, non ti preoccupare, non ti sarò da ostacolo, sei una donna giovane, libera e con due pacchetti di preservativi da consumare>>.
Ci salutiamo e io torno nella mia camera per vestirmi e scendere in giardino da Marina.